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agosto 22, 2016 - Nissan

Il ruolo fondamentale dell'antropologo nel progetto Nissan di guida autonoma

Progettare il veicolo a guida autonoma del futuro richiede un insieme dei migliori talenti tecnici disponibili: ingegneri automobilistici e programmatori, esperti nella #tecnologia dei sensori e nell’intelligenza artificiale, scienziati dei computer, specialisti di produzione e molti altri.

Una professione che però potreste non aspettarvi di trovare al tavolo di progettazione – un antropologo – sta giocando un ruolo chiave nello sviluppo della prossima generazione di veicoli a guida autonoma #nissan, analizzando le interazioni umane durante la guida per essere sicuri che il mezzo sia preparato ad essere un “buon cittadino” sulla strada.

“La #tecnologia delle #auto continua ad evolversi e a cambiare,” ha commentato Melissa Cefkin, scienziata di primo piano e antropologa di progettazione al Centro di Ricerca #nissan. “E adesso stiamo aggiungendo questa dimensione della guida autonoma che porterà ulteriori cambiamenti nella società, fino al modo in cui ogni giorno interagiamo e ci comportiamo in strada.”

Mentre il termine antropologo può far venire in mente nomi come Claude Levi-Strauss, Margaret Mead e Gregory Bateson, Melissa Cefkin rappresenta una branca decisamente moderna di questa scienza. Lei è un’antropologa aziendale di progettazione, specializzata in etnografia, ovvero lo studio sistematico dei popoli e delle culture dal punto di vista dell’individuo.  

Cefkin ha spiegato che, nel caso dei veicoli a guida autonoma, significa esaminare con attenzione e senza preconcetti come gli esseri umani interagiscono con un “oggetto profondamente culturale”,l’automobile, e riuscire a capire come le nuove tecnologie sono in grado comprendere questi comportamenti o agire su di essi.

“(Con i veicoli a guida autonoma), se c’è qualcuno al posto di guida, quella persona potrebbe non guidare fisicamente la vettura. E in futuro potremmo arrivare all’auto senza conducente, senza nessuno al posto di guida.”

Cefkin e gli altri membri del suo team sono concentrati sulla terza pietra miliare del programma di veicolo a guida autonoma #nissan: lo sviluppo della capacità del veicolo di affrontare la guida in città e gli incroci senza l’intervento del conducente.  

È previsto che quel sistema venga introdotto nel 2020, a seguito della presentazione a luglio 2016 della prima delle tecnologie di guida autonoma #nissan, conosciuta come “ProPILOT,” una #tecnologia progettata per l’utilizzo nel traffico su una singola corsia in autostrada. Un’applicazione per “corsie multiple”, in grado di affrontare autonomamente i rischi e i cambiamenti di corsia durante la guida in autostrada, è prevista nel 2018.

Quando Cefkin è entrata a far parte di #nissan, nel marzo del 2015, dopo aver lavorato per un certo tempo in IBM, alla Sapient Corp. e presso l’Istituto per la Ricerca sull’Apprendimento della Silicon Valley, lei e il suo team hanno immediatamente cominciato a documentarsi non solo sulle interazioni che coinvolgono gli automobilisti in città, ma anche su quelle tra veicoli e pedoni, ciclisti e conformazione delle strade.

“Stiamo cercando di estrarre dai nostri studi alcune lezioni fondamentali su cosa avrà bisogno di sapere un veicolo autonomo, cosa percepisce del mondo che lo circonda e quindi come può comprenderlo, valutarlo e comportarsi per essere in grado di interagire efficacemente in questi diversi sistemi,” ha spiegato.

Cefkin ha citato l’incrocio di quattro strade con un segnale di stop come una situazione “problematica ed incredibilmente interessante” che il suo team ha esaminato in maniera approfondita.

“Possono esserci molte interpretazione su cosa accade allo stop di un incrocio” ha spiegato. “Certo, si suppone che io mi fermi, ma una volta che mi sono fermato non mi dice quando ripartire, quindi tocca a me capirlo.”

“Quello che abbiamo appreso fin dall’inizio dello studio dimostra che, in tali situazioni, conducenti, pedoni e ciclisti spesso usano occhiate e forme di comunicazioni dirette, come un gesto con la mano, per inviare in modo molto chiaro segnali circa le loro intenzioni”, ha detto Cefkin.

Questo ha portato a pianificare fin dall’inizio come un veicolo a guida autonoma potrebbe comunicare la sua prossima mossa, come è stato mostrato in un video della IDS Concept.

Cefkin ha chiarito che alcune caratteristiche descritte nel video potrebbero finire per assomigliare molto a quelle dei veicoli autonomi #nissan del prossimo decennio, come una luce che segnala la presenza di un pedone. Il team sta anche indagando su come comunicare le intenzioni dell’auto in situazioni nelle quali sono presenti “attori multipli”, come ad esempio numerosi pedoni o ciclisti. La chiave sta nel capire come comunicare cosa sta facendo il veicolo, “come fermarsi, aspettare, dare la precedenza, partire e cose di questo genere,” in modo che possa essere interpretato nella stessa maniera da tutti.

Cefkin sostiene che questi studi dimostrino l’importanza di coinvolgere un antropologo fin dai primi stadi del progetto del veicolo, invece di apportare correzioni successivamente nel ciclo di produzione come hanno fatto alcuni costruttori.

“Quello che ci differenzia è che noi stiamo lavorando all’essenza, alla sostanza della #tecnologia di base: stiamo mettendo tutto quello che sappiamo riguardo i comportamenti e l’esperienza umana direttamente all’interno della struttura del progetto,” ha concluso.

Per ulteriori informazioni, si prega di visitare la nostra pagina su Medium.com, https://medium.com/drive-publication

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